Il fascino delle dimore del primo '900

Articolo pubblicato dall'Arch. Francesco Antoniazza sul portale ProntoProfessionista


La maggioranza del mercato immobiliare tratta di immobili gia' esistenti. Le nuove costruzioni, in percentuale, non sono molte rispetto ad un mercato gia' saturo di proposte, anche per questioni oggettive di spazio; il nostro territorio ha sempre meno aree edificabili e sempre piu' decentrate rispetto ai luoghi di lavoro e di vita sociale.
Quindi, nella maggioranza dei casi, la scelta ricade su edifici gia' esistenti, il che porta il possibile acquirente ad essere un po' disorientato in quanto si pensa che i costi di ristrutturazione possano essere troppo elevati e si ha paura di avere un risultato finale al di sotto delle proprie aspettative.
Si tende, quindi, a cercare una casa che vada poco ristrutturata, o almeno cosi' si spera acquistando un appartamento piu' recente.
Oggi vorrei invece analizzare come in realta' la scelta di una dimora piu' antica possa portare innumerevoli vantaggi.
Innanzitutto partiamo dalla struttura: un edificio di un centinaio d'anni e' gia' sicuramente assestato, non si avranno sorprese per cio' che riguarda crepe dovute ad assestamenti strutturali, anche perche' nel secolo tra '800 e '900, non essendoci la corsa alla cementificazione, le abitazioni venivano costruite su territori “sicuri”, si aveva una maggiore attenzione nel gettare le fondamenta in luoghi gia', per cosi' dire, rodati.
Secondo elemento da considerare e' la qualita' dei materiali con cui venivano edificati i muri portanti che erano fatti per resistere al tempo, massicci e spessi.
Il che ci porta ad un'altra considerazione importante e cioe' che l'escursione termica era minore e la tenuta del clima interno era maggiore.
A questo contribuiva anche l'intonaco fatto con materiali traspiranti e naturali come la calce, che facendo traspirare le pareti evitava problematiche come ristagni di umidita' che creano muffe che anche se tolte e ricoperte con vernici apposite antimuffa, tendono sempre a ricomparire, proprio perche' il muro e' intriso di acqua.
Terzo: gli ambienti interni; stanze piu' grandi, soffitti piu' alti, che portano l'enorme vantaggio di non dover ricorrere a demolizioni se si vuole, ad esempio, installare un sistema di riscaldamento a pavimento. Con un'altezza di 3 metri si puo' tranquillamente poggiare l'impianto sul pavimento esistente e ricoprirlo con un nuovo pavimento, mentre nel caso di appartamenti costruiti dopo gli anni '50 questo non e' piu' possibile.
Anche le stanze piu' ampie possono dar libero sfogo alla fantasia, si possono ricavare piu' ambienti da uno unico o gestire con l'arredo l'atmosfera che vogliamo infondere in ogni singola stanza.
Ultimo, ma non meno importante, l'elemento peculiare che caratterizza ogni edificio.
Con la rivoluzione industriale moderna si e' avuto un boom di richieste di alloggi e si e' creato uno standard facilmente replicabile e piuttosto anonimo; invece nei primi del '900 le case venivano recepite piu' come dimore e quindi si cercava di renderle, non solo accoglienti, ma in qualche modo uniche, caratteristiche, in armonia col territorio circostante.

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